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Empatia Animale - "Baaria: la sofferenza
che non riusciamo a vedere…" -
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Empatia Animale - "BAARIA: LA
SOFFERENZA CHE NON RIUSCIAMO A VEDERE…" - |
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► Appello: FILM "BAARIA" DI TORNATORE - APPELLO PER UNA MOBILITAZIONE NAZIONALE >>>
► Comunicato: "BAARIA: LA SOFFERENZA CHE NON RIUSCIAMO A VEDERE…" >>> ► Dialogo: "DIALOGO FRA UN DISPERATO E LA SORDITÀ" >>> ( * )
Per ulteriori info: Empatia Animale - empatia.animale@gmail.com - http://empatia.noblogs.org |
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Appello FILM "BAARIA" DI TORNATORE APPELLO PER UNA MOBILITAZIONE NAZIONALE In una
scena del film Baaria di Giuseppe Tornatore viene mostrata l’uccisione di un
bovino che viene colpito alla testa con un punteruolo conficcato nella fronte
dell'animale. L'animale si accascia a terra e ancora cosciente gli viene
tagliata la gola, il sangue zampilla in modo copioso mentre l'animale batte
le palpebre e si muove leggermente fino a morire, alcune persone lo
raccolgono in tazze per farlo poi bere ad un personaggio del film. In questa vicenda, la voce della vera vittima
rimane inascoltata, fra i rumori assordanti degli spot del film e degli
annunci di candidature agli oscar. Vogliamo che questo grido di dolore emerga
chiaramente, che sia udibile dalle orecchie di chi entrerà nelle sale
pensando di vedere soltanto un'opera cinematografica e ne uscirà sapendo che
in quest’opera un essere sensibile come lui è stato filmato impietosamente
durante la propria agonia con il risultato di averla strumentalizzata a fini
artistici. Per questo, Empatia Animale
lancia un appello per una mobilitazione in tutto il Paese a tutti gli attivisti e a tutte le persone che
sentono forte il senso di ingiustizia e di dolore per l'uccisione di ogni
singolo individuo. Chiediamo ai gruppi e ai singoli
interessati di segnalarci le iniziative in programma. [ Avvio
dell’iniziativa: Ottobre 2009 ] Aprire gli occhi per
tutelare i corpi e lo spirito Empatia Animale
interviene sul dibattito nato in merito alla presenza di una scena di
sfruttamento animale nel film Baarìa di Tornatore uscito in questi giorni
nelle sale cinematografiche di tutto il mondo. Dalle dichiarazioni delle associazioni
e di alcuni singoli animalisti è emersa la volontà di condannare i produttori
quasi fossero i principali responsabili della terribile condizione che vede
gli animali essere vittime sacrificali di una condotta di vita specista che
li reifica a fini alimentari, rendendoli merci da consumare sottoforma di
carne, uova, latte e derivati. Si sta creando uno
scandalo in parte ingiustificato. Se è apprezzabile che desti orrore
l’esibizione della tortura e della morte di un essere sensibile, risulta evidente
che il dramma non sia riconducibile ad un singolo avvenimento mediatico, ma
semmai alla portata soggettiva ed emblematica di tale avvenimento che –
vogliamo ricordarlo – è accaduto realmente ai danni di una mucca vera, che ha
sofferto non solo simbolicamente ma anche fisicamente. La sordità di fronte
alla sofferenza provata da un corpo concreto è per noi emblema di un sistema
di vita e morte che coinvolge tutti noi, e che si manifesta nella carne di
miliardi di vittime inascoltate. Pertanto, invece di
unirci ad un coro che incita al boicottaggio di Baarìa, un mezzo debole di
fronte all'abnorme industria dello sfruttamento animale; invece di pensare di
poter prescindere da una dimensione politica auto-illudendosi che le scelte
di consumo possano essere lo strumento contro la mercificazione animale...
noi desideriamo fare ciò che realisticamente possiamo e dovremmo fare. Molto semplicemente, in
questa occasione si tratta di parlare della sofferenza di quell'animale che
il film stesso ci dà il pretesto di riproporre all'attenzione pubblica, al di
là delle intenzioni dello stesso regista. Cogliamo questa occasione per
accendere le luci sulla mancanza di sensibilità che impedisce agli spettatori
di dare voce a chi non ce l'ha per essere ascoltato, visto, salvato,
liberato. Non importa in fin dei
conti dove la scena 'shock' sia stata girata, in quale macello di quale parte
di mondo e secondo quale legge dello Stato. Lo sfruttamento animale è
concesso in Italia come negli altri paesi, con delle differenze che risparmiano
qualche dolore nell'atto di morte all'interno delle culture occidentali, ma
al prezzo di una vita più vessata dalle condizioni intensive dei
"nostri" allevamenti. Ciò che dobbiamo evitare è che parlando di
diversità di sfruttamento si finisca per non confrontarci sullo sfruttamento
in sé e per sé. Da parte nostra non
dubitiamo che il film di Tornatore possa contenere elementi di riflessione e
spunti utili alla comprensione della realtà che vuole riprodurre; ma quella
cui ci interessa dare rilievo è una realtà che si è manifestata a dispetto
della volontà del regista, quella della sordità di fronte alla mercificazione
degli animali. La questione animale, nella durata del film e nella scena
stessa, come del resto quasi sempre, viene relegata a non realtà, a
circostanza risibile, ad invisibile e necessario fatto di sangue che non
potrebbe di per sé riscuotere interesse etico da parte della società. Perché cercare di dare
testimonianza animalista attraverso la colpevolizzazione di personaggi famosi
nelle occasioni in cui paradossalmente gli animali assumono una visibilità
che è un sottoprodotto della popolarità di tali personaggi? Perché non
incentrare piuttosto sugli animali gli inattesi e miopi riflettori
occasionali, per far sì che ci si accorga di loro come persone e non come
cose? “Gli animali sono essere
sensibili come noi” - dicevamo ed urliamo a gran voce per tentare di emettere
anche i loro suoni con i nostri! Mangiarli non trova
giustificazione né storica, né religiosa, né scientifica, né tanto meno
morale. Provocare dolore fisico e psicologico fa parte di una scelta che in
quanto tale richiede di scaturire da una precisa posizione. A proposito, se una cosa
vogliamo chiedere agli autori di Baarìa che dicono di essersi recati in un
macello tunisino per adempiere alle loro intenzioni, è questa: avranno
condiviso almeno in parte l'agonia di quell'animale destinato a morire nelle
cantine di un mattatoio incrostato del sangue dei suoi, miei, nostri
simili...o per loro conta solo il conseguimento di un'opera cinematografia
che si occupa di una porzione di realtà che arbitrariamente esclude gli
animali come soggetti? Perché
se il cinema, come ogni altra forma di rivisitazione della realtà, invece di
descriverla provocandone una conoscenza, si uniforma ad
essa...beh...ammetterà di non saperla più nemmeno avvicinare senza che la
realtà si impossessi anche di lui. Sembra banale dirlo, ma
se invece un assassinio mantiene la facoltà di essere riconosciuto come tale
senza che la verità venga stravolta dal contesto falsato della sua
rappresentazione... allora qualche speranza in questa forma d'arte e nei suoi
interpreti rimane, purché si prefigga di aiutare nel risveglio delle
coscienze assopite e abbruttite dalle discriminazioni puramente
estetiche...purché ci possa aiutare tutti a scardinare quei chiavistelli
metallici e mentali che rinchiudono con noi animali umani anche gli animali
non umani in un mondo morente che si guarda sì volentieri allo specchio, ma
assurdamente convinto che di fronte alla sua immagine putrescente ci si
possa, in fondo, allegramente distrarre. ▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬ BAARIA: LA SOFFERENZA CHE NON RIUSCIAMO A VEDERE… In una scena del film Baaria di Giuseppe Tornatore viene mostrata
l’uccisione realmente avvenuta di un bovino che viene colpito alla testa con
un punteruolo conficcato nella fronte dell'animale. L'animale si accascia a
terra e ancora cosciente gli viene tagliata la gola, il sangue zampilla in
modo copioso mentre l'animale batte le palpebre e si muove leggermente fino a
morire, alcune persone lo raccolgono in tazze per farlo poi bere ad un
personaggio del film. In questa vicenda, la
voce della vera vittima rimane inascoltata, fra i rumori assordanti degli
spot del film e degli annunci di candidature agli oscar. Vogliamo che questo
grido di dolore emerga chiaramente, che sia udibile dalle orecchie di chi
entrerà nelle sale pensando di vedere soltanto un'opera cinematografica e ne
uscirà sapendo che in quest’opera un essere sensibile come lui è stato
filmato impietosamente durante la propria agonia con il risultato di averla
strumentalizzata a fini artistici. Segue
con Dialogo: "DIALOGO FRA UN DISPERATO E LA SORDITÀ" == > = = ▼ =
=
DIALOGO FRA UN DISPERATO E LA SORDITÀ * < Baaria... un suono antico,
una formula magica, una chiave. >... ... "dove sono? ho paura... fatemi uscire! ho paura!" ... < La sola in grado di aprire
lo scrigno arrugginito in cui si nasconde il senso del mio film più
personale. >... ... "perché mi avete chiuso in una scatola? aprite, vi
prego..." ... < Una storia divertente e
malinconica, di grandi amori e travolgenti utopie. > ... "che avete fatto a mia madre? fatemi uscire!" ... < Una leggenda affollata di
eroi... > ... "aiuto!" ... < è una commedia perchè
prevale una vena ironica molto forte > ... "nessuno mi sente?" ... < un vissuto ricordato con
una visione molto affettuosa > ... "tremo... guardatemi!" ... < un film che diverte e che
emoziona > ... "sono qui! non mi vedete?" ... < ma che nello stesso tempo
ci fa riflettere su temi che non sono necessariamente consci > ... "da quanto tempo mi trovo qui? ditemelo! cosa mi volete
fare? perchè sono in una scatola?" ... < un film molto sincero...
> ... "mi scoppia la testa... perché non posso muovermi?"
... < una scelta prodotta da una
ricerca, da un lavoro in cui l'istinto ha avuto un ruolo determinante > ... "ho voglia di camminare... perchè non posso
camminare?" ... < confesso che spesso il mio
istinto mi fa fare le scelte giuste, sono io che a volte non so coglierlo
bene > ... "il mio corpo si sta atrofizzando. ma voi non vedete?
perché non mi guardate?" ... < La lavorazione, durata più del previsto, ha già fatto storia, e
intorno al film l’alone di fascino è cresciuto > ... "ma quanto tempo è passato? un mese? un'ora? un anno?"
... < Baaria... Poche centinaia
di metri, tutto sommato. Ma percorrendole avanti e indietro per anni, puoi
imparare ciò che il mondo intero non saprà mai insegnarti > ... "questo posto è senza tempo... mi sdraio qui... smetto di
urlare... tanto nessuno sente..." ... < Ma sono importanti, e molto, anche l’amore, l’amicizia,
l’inganno, l’ironia, il tradimento.
> ..."tanto sono invisibile. io non esisto." ... < C’è il tono della commedia, eppure il respiro della narrazione,
con tutte quelle facce e quei luoghi e quell’affetto dei ricordi. > ..."sono stanco. i miei occhi sono stanchi. le mie zampe sono
stanche. la mia disperazione è stanca."... < il cinema ha contribuito a
sensibilizzare le coscienze sui grandi problemi. > ..."lasciatemi dormire, vi prego. non mi svegliate mai.
lasciatemi sognare. lasciatemi scappare"... < il cinema è sacrificio e
dedizione > ..."avete stuprato la mia vita. avete stuprato il mio corpo.
avete stuprato i miei sentimenti, i miei rapporti, mia madre. Mi avete
calpestato e distrutto... ma almeno non svegliatemi. lasciatemi vivere nei
sogni, lasciatemi correre... almeno nei sogni"... < il film si propone non solo
come opera cinematografica, ma anche come laboratorio per un’idea, quella
della valorizzazione delle lingue materne, che è molto più che una
provocazione. > ..."lasciatemi piangere da solo, portatevi via i vostri occhi
sezionatori. lasciatemi almeno la dignità della solitudine. lasciatemi la
stanchezza, il silenzio. il tempo ve lo siete presi voi. le mie lacrime, le
avete buttate via come spazzatura. le mie grida, non le avete sentite. e io
non ho più voce... il mio corpo è un oggetto in mano vostra. Mia madre... ve
la siete portata via. avete cancellato i prati. avete cancellato il tempo.
avete cancellato me. vi siete presi la mia dignità... non avete più il
diritto di chiedermi nulla, ormai. Lasciatemi dormire ora, mentre il mondo
scompare"... < che sia il mio film della
maturità o meno non lo so, in ogni film che faccio cerco sempre di fare il
meglio che posso, naturalmente > ..."mi arrendo. lasciatemi qui, lasciatemi dormire"... < è comunque un privilegio
assoluto realizzare un'opera del genere con questi mezzi, con questa imponenza
produttiva > ..."che succede ora? perchè mi mettete una corda al collo? ho
paura... ma che volete farmi? lasciatemi! lasciatemi stare!"... < un film monumentale, ...
> ..."dove mi state portando? lasciatemi... ho paura... vi
prego... basta... perché? ditemelo! perché? lasciatemi, basta..."... < ...ambizioso e fortemente sentito > ..."ho paura! cos'è quella lama? non voglio morire, ho
paura!"... < È una scena che volevo fortemente, non potevo eliminarla, era
troppo importante. Abbiamo provato con gli effetti speciali ma non era la
stessa cosa. Allora abbiamo cercato un mattatoio attivo e siamo entrati con
una troupe, abbiamo travestito i lavoratori del posto con gli abiti del film
e abbiamo girato una scena quasi come se fosse un documentario. Vorrei
precisare che quella scena, dal vivo, avviene 5, 6 volte al giorno > ..."ora
guardatemi. Guardate i miei occhi, ora. guardateli bene, mentre vi rubate il
mio ultimo sguardo. Guardate il mio corpo. guardatemi, ora che non avete più
niente da prendermi. guardatemi bene, ora che vi siete presi anche il mio
ultimo respiro. Guardate me e guardatevi. guardatevi... guardate che cosa
siete capaci di non vedere"... * Le parole
pronunciate dalla prima delle due voci sono tratte da spot del film,
interviste al regista Tornatore o sue dichiarazioni. http://empatia.noblogs.org empatia.animale@gmail.com |
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EMPATIA ANIMALE - Email empatia.animale@gmail.com -
Sito http://empatia.noblogs.org -
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