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Progetto SALES Un servizio per le
persone con i problemi di udito |
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UN
SERVIZIO PER LE PERSONE CON I PROBLEMI DI UDITO di KATIA TRINARI Il Progetto SALES ha
organizzato il primo seminario internazionale svoltosi nell’università di
Bologna sita a Forlì in data 17 novembre 2006. A cura del comitato
scientifico i sigg. ROSA MARIA BOLLETTIERI BOSINELLI, GABRIELE MACK, GIULIANO
PIRELLI, CHRISTOPHER RUNDLE, MARIA CHIARA RUSSO; e del comitato organizzativo
i sigg. CARLO EUGENI, ANTONIO INGRASSIA. Il tema
centrale del giorno è la tecnica di sottotitolazione in diretta. Sono stati
presentati, da professionisti e da direttori di mass-media sulla divulgazione
del servizio di sottotitolaggio, diversi progressi tecnologici in uso da
differenti Paesi nel mondo. Nella prima presentazione
della società RedBee Media, il giovane capo del dipartimento di
Rispeakeraggio - Alison Marsh dichiara come il Software K-LIVE per lo
sviluppo sottotitoli in Inghilterra (sempre all’avanguardia dal 1980) a
disposizione per il cliente BBC vengono oggi realizzate 600 ore al mese di
sottotitoli-live nelle 24 ore al giorno su tanti canali di qualsiasi
tematica, e 5 volte al giorno di TG Regionale. Spiego che il rispeakeraggio è
ripetere via voce le parole dell’oratore, sia che sta in una sala o sia in
televisione non fa differenza, infine non solo un programma riconosce il
parlato per creare sottotitoli ma anche l’operatore che ripete le parole al
suo microfono in una stanza isolante deve riconoscere ogni parola ed
eventualmente modificarla con un sinonimo o una correzione, tutto in tempi
rapidissimi, ribadisco che il tempo di esecuzione dall’oratore all’operatore
(rispeaker) al sottotitolo con il margine di errori al minimo è di pochi
secondi. Comunque la relatrice
assicura che l’addestramento è ben definito frequentando 2/3 mesi di lezioni
e affrontando lo Speak-Test (in lingua francese) per raggiungere almeno il
97% di professionalità. Mi complimento con chi lavora in Inghilterra,
riconosco dopo il mio lungo soggiorno in quella magnifica terra che loro sono
sempre i più bravi praticamente. Procedendo con le
illustrazioni sul riconoscimento del parlato
per usi vari (dalle scuole ai tribunali) gli oratori - A. Paglino, C.
Aliprandi e G. Verruso - spiegarono le differenze
del programma VOICE tra Voice Meeting, Voice Subtitle e sottotitolazione
differita, semidiretta, diretta.
Il sig. Aliprandi che lavora per la Synthema srl descrisse l’utilizzo
del programma Voice Subtitle con il motore IBM supportato via voice in
multilingua, HLT e compressione NLU. Infine, in pertinenza alla propria
relazione, raccontò lo svolgimento dell’ultimo campionato di riconoscimento
vocale dell’Intersteno. In Italia il capo del
servizio di sottotitolazione Televideo RAI - L. De Seriis - esplicitò
problemi di utilizzo di certi programmi (ad esempio, il DECODIFICATORE
VOCALE) e della STENOTIPIA perché mancano competenze fondamentali e rapporti
di professionalità fra le dozzine di operatori di teletext e i pochi
giornalisti che presiedono nella RAI avendo difficoltà ad interagire con il
mondo tecnologico. Dichiarò anche che l’EnS (l’associazione Ente Nazionale di Sordomuti)
ha maggiori considerazioni per le proposte e interventi nel contratto di
servizio della RAI perché l’EnS si occupa di censimento. Mi chiedo quando è stato
fatto questo censimento? Ma ho chiesto a molti amici e conoscenti, tutte
persone sordomute residenti in Italia, se anche loro hanno sviato questo
importante accesso. Finora nessuno sa rispondere, comunque siamo tutti
d’accordo che ignoriamo come sempre molti criteri della grande comunità sorda
anche se in tutto il territorio italiano
sono presenti, secondo numerosi fonti, più o meno 300 associazioni varie di
persone sorde. Infine si è visto che alla
RAI servono troppe cose per trovare una soluzione soddisfacente alle persone
non-udenti, cose che riguardano le risorse economiche e il consapevole
utilizzo delle tecniche, la qualità di produzione e l’accordo con la
fabbrica, infine l’accoglienza di una necessaria riforma interna. Se non troppi sordomuti
sono persone rozze potremmo realizzare da subito un grande obiettivo di tutti
i portatori di handicap. Mi dispiace vedere ovunque scontri, anche tra di noi
disabili, solo perché non s’è capito l’equivoco tra un interlocutore e
l’altro. Serve oggi molta pazienza ai giovani studenti, comunque anche io so
essere rozzo appena vedo minata la mia libertà, nel senso di indipendenza nel
pensare e autonomia nel fare. Concordo le indicazioni del
sig. De Seriis anche se, suppongo, è troppo tardi da presentare ai vertici le
richieste fatte nel modo giusto sbloccando la limitazione dell’attuale
servizio irrisorio di sottotitolazioni (18% ogni 24 ore ) e sviluppando
incontri anzi rapporti armoniosi tra sordi, mondo accademico, fabbrica e
direzioni di testate, giornali, partiti. Cosicché in futuro saremmo
lieti di riconoscere i meriti della RAI. Serve
appunto un fornitore di linee guida - il guidalinee è l’autorità garante per le
comunicazioni - che viene correntemente applicata dalla Legge inglese. Questo
argomento è stato presentato da C. Higgs che ha elargito informazioni sulla
Legislazione approvata nell’anno della disabilità (Anno 2003) da cui impone
tutto per tutti. L’OFCOM ha il potere
di monitorare il servizio e la qualità delle sottotitolazioni impostando lo
share minimo di soli 0,05% sia via cavo sia via satellite (anche se nei Box
interattivi esistono problemi che
vengono descritti dall’associazione consumatori TV FOR ALL). Dalla Svizzera i redattori
E. Pea e L. Cannarozzo della RTSI Switzerland presentarono le loro
interessanti considerazioni sull’uso del programma Via Voice e del loro
servizio a disposizione per le persone con problemi di udito tramite il
Teletext svizzero. Viene ricercato con lo Speach Project il modo di
sottotitolazione migliore. La tecnica attuale è lo SPEAK PAD (Applicazione FAB per la sottotitolazione) ed è
finanziata annualmente da contributi pubblici e da contribuenti privati. Si
lavora a coppia, in un ambiente silenzioso, valutando inizialmente le proprie
capacità di reazione riguardo i tempi rapidissimi di ascolto, sintesi del
parlato ed esecuzione, memorizzando le parole del dizionario specifico, delle
lingue straniere e di short-form vocali affidandosi al costante allenamento
vocale per un’ottima dizione. Un membro del comitato scientifico
dell’Intersteno - G. Trivulzio - ci mostrò come togliere il “non” dal detto
NATURA NON FACIT SALTUS. Dopo l’argomento sul metodo
di resocontazione dell’Intersteno ci presentò il prodotto STENO-MASK per
isolare dai rumori durante il rispeakeraggio per esigenze dapprima militari
poi giudiziarie, televisivi e
telelavoro (il lavoro del futuro). Ci si
chiedeva se per l’interpretazione simultanea è meglio l’uomo o la macchina.
Sul REAL TIME ci sono differenti opinioni professionali anzi formativi tra l’Europa
e l’America, comunque si necessitano di tecnologie molto avanzate e operatori
professionali al top (attualmente il campione mondiale è uno dei nostri,
l’italiano Fabrizio Verruso). In Italia esiste un software del genere, si
chiama CAT eppure c’è tuttora il problema di applicazione perché nessuno lo
trova interessante. Dall’università nazionale
di Taiwan di Scienza e Tecnologia il professore S.J. Chen presentò un caso di
studio sulla sottotitolazione REAL TIME in Taiwan. Per Legge si presta attenzione all’uso dalla tastiera al
software al training. Nel Belgio l’università di
Anversa dispone il servizio di
sottotitolazione per il telegiornale. Secondo i professori - A.
Remael, B. van der Vere - l’interprete è professionale quanto sono alte le
sue potenzialità di ascolto, comprensione, memoria, padronanza di vocaboli
speciali, e riformulazione. Il metodo
di sottotitolaggio praticato tuttora è la capacità di riassumere velocemente
tramite gli standard di tecnologia e di software, adattando riscrivendo le
parole segmentate e affrontando il tempo minimo a disposizione con
intuizione. Il problema resta per il rispeaker per via dell’ambiente virtuale
in cui si lavora e della necessaria lettura
anticipata del tema che l’oratore affronterà con l’immediato inserimento
di vocaboli nuovi oppure con la riformulazione senza errori del testo. Perciò
servono tante esercitazioni e programmi adeguati. Infine è uno sforzo dover
frammentare un testo per comprimerlo dalla dimensione lunga originale ai
messaggi brevi. Invece la Business School
di Copenhagen - I. Baaring - presentò il proprio lavoro di rispeakeraggio in
Danimarca tramite la ricerca empirica riguardo i diversi modi di sottotitolazione sia intralinguistica che
interlinguistica. Il redattore riformulatore (rispeaker)
si allena con l’ascolto ritmato (shadowing) e la ripetizione parola per
parola utile allo sviluppo della capacità di dividere la propria attenzione.
È basilare saper gestire equilibratamente tra l’informazione tramite ascolto
e il linguaggio formulato a voce. Comunque lo stress finale è presente ed è
prevedibile misurando il tempo di lavoro e il carico cognitivo perché solo i
sottotitolisti più esperti hanno il facile accesso alle nuove tecnologie. Tornando all’Inghilterra
troviamo la SyS Media ltd da cui Andrew Lambourne, mentre presentò un filmato
su IMS LIVE SUBTITLING, ha fatto una giusta osservazione sul problema gravoso
in Italia riguardo la trascrizione
perché qui gli operatori non riescono a tenere tempo alla rapidità senza un
uso facile né un apprendimento immediato riguardo la riformulazione minima.
Soprattutto è ancora difficile conquistare gli strumenti tecnici a costi
contenuti. Ciò che fa la differenza è
la pressione di una legislazione per la televisione che tutela il diritto di
informazione a tutti i consumatori e il diritto di comunicazione senza
barriere. Il presidente
dell’Intersteno dal senato italiano - F. Ramondelli - spiegò le prospettive e i problemi riguardo la
STENOTIPIA. È un mezzo nato dall’elettricità e dal telefono (SISTEMA MICHELA)
grazie all’ingegno di Antonio Michela Zucco per la sottotitolazione in
diretta e a distanza. Infine precisò che la domanda sull’uso di prodotti
efficaci e il servizio di sottotitolo/LiS
per i non-udenti su un palinsesto TV, ad esempio satellitare, va
indirizzata dopo un’attenta critica sulle preferenze della RAI piuttosto che
scrivere le lettere di protesta giusto per pretendere l’aumento delle
sottotitolazioni in diretta. A fine serata si è
sperimentato una sopratitolazione in lingua
italiana e lingua inglese in contemporanea sul monologo segnato (in Lingua
dei Segni Italiana) dal simpaticissimo attore sordomuto, Gabriele
Caia. Il nostro amico spiegò la scelta del titolo per il suo monologo “pa-pa”
sulle personali storie vissute nella sua terra, la Sicilia. Le due parole
brevi ricordano dal suono della labiale i differenti segni che sono sempre
presenti in una qualsiasi conversazione tra non-udenti. Da ogni
configurazione della mano per esprimere pa-pa dà tanti significati di cui
alcuni sono: avere sparato a qualcuno, come al solito, non riuscire in
un‘azione, aver menato qualcuno, avere una fissazione, ecc ... Grazie
Gabriele per le grasse risate che mi hai regalato. |
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Fonte: Katia Trinari, Segretaria
Associazione culturale e benessere “Selva di Giano”, Padova. |
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