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SCIENZA -- DIVULGAZIONE SCIENTIFICA

 

 

 

 

 

 

"BERGAMOSCIENZA":

una coinvolgente rassegna

all'insegna della

"scienza in presa diretta".

L'incontro con Kary Mullis, Premio Nobel per la Chimica 1993,

e il confronto aperto sui grandi temi della scienza.

 

 

- di Marina Palmieri -

 

 

 

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Immagine - Rif.: «"BERGAMOSCIENZA": una coinvolgente rassegna all'insegna della "scienza in presa diretta". L'incontro con Kary Mullis, Premio Nobel per la Chimica 1993, e il confronto aperto sui grandi temi della scienza.» - di Marina Palmieri
:
Info Pubblicazione: Bollettino Cardiologico, Anno XVII, Numero 128, Novembre/Dicembre 2004 -- pp. 7-11
:
L'articolo comprende le seguenti sezioni:
== « "Conversare di scienza": un indimenticabile incontro con Kary Mullis, a serrato dibattito col prof. Piergiorgio Odifreddi »
== « I "credo" scientifici. La percezione sensoriale. Interazioni chimiche e coinvolgimento della coscienza. »
== « "Bisogna avere la mente aperta" »
== « PCR, reazione a catena della polimerasi: l'invenzione di Kary Mullis e il Premio Nobel per la Chimica 1993 » - Incluso Box: «PCR - Polymerase Chain Reaction ("reazione a catena della polimerasi")»
== « L'approccio multidisciplinare di tutti gli appuntamenti di BergamoScienza »
:

 

 

 

^ Nell'immagine sopra, veduta di parte della prima pagina dell'articolo:

«"BERGAMOSCIENZA": una coinvolgente rassegna all'insegna della "scienza in presa diretta".

L'incontro con Kary Mullis, Premio Nobel per la Chimica 1993, e il confronto aperto sui grandi temi della scienza» - di Marina Palmieri

 

 

 

 

 

 

"BERGAMOSCIENZA":

una coinvolgente rassegna

all'insegna della

"scienza in presa diretta".

L'incontro con Kary Mullis, Premio Nobel per la Chimica 1993,

e il confronto aperto sui grandi temi della scienza.

 

- di Marina Palmieri -

 

 

In un clima di fervida e attentissima partecipazione si sono recentemente tenuti, dallf8 al 17 ottobre 2004, i lavori della II Edizione di BergamoScienza, ricca rassegna di divulgazione scientifica che, come già nelle intenzioni dei suoi realizzatori e segnatamente SINAPSI, Associazione per la Cultura Fondazione Bergamo nella Storia, in collaborazione con Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Università degli Studi di Bergamo, C.C.I.A.A. di Bergamo e Unione degli Industriali della Provincia di Bergamo, si è proposta di goffrire a tutti la possibilità di vivere la scienza in epresa direttaf, di conoscere e farsi coinvolgere in temi quali ricerca, innovazione, clonazione, biotecnologie, energie alternative, eco-compatibilitàh. Nel momento di questo resoconto, lfeco mediatica di BergamoScienza avrà già raggiunto gli osservatori più attenti ai dibattiti che sfagitano nel mondo scientifico, grazie soprattutto al rinnovato interesse per alcuni temi che, come quelli del futuro delle fonti energetiche, della clonazione terapeutica e clonazione riproduttiva, dellfevoluzione genetica e dellfonnipresente confronto tra fede, scienza e filosofia, proprio gli organizzatori di BergamoScienza hanno avuto il merito di riproporre allfattenzione del grande pubblico, con unfimpostazione di deciso taglio dialettico.

Lfaspetto più interessante di questa rassegna è in particolare lfincontro con alcuni relatori dfeccezione che alla prima giornata di BergamoScienza hanno avuto lfonore e lfonere di confrontarsi su quelli che, in una vasta accezione, vengono definiti i gtemi di fondoh della scienza, ovvero temi che attengono propriamente al campo scientifico e che nel contempo abbracciano i campi della filosofia, dellfetica, della riflessione su quello che è, appunto, il bene collettivo delle conoscenze e delle risorse del patrimonio scientifico. Dopo il saluto dfapertura giunto da Rita Levi Montalcini, Premio Nobel per la medicina 1986 e presidente onorario di BergamoScienza, nel quale è stato posto un particolare accento sulla necessità di nuove indagini in campo scientifico per far fronte anche ai nuovi e gravosi problemi dellfumanità, è stata la volta dellfincontro con Kary Mullis, Premio Nobel per la Chimica 1993, personaggio di grande eclettismo intellettivo e davvero fuori del comune, celeberrimo anche per la sua fortunata autobiografia gBallando nudi nel campo della menteh.

 

gConversare di scienzah: un indimenticabile incontro con Kary Mullis, a serrato dibattito col prof. Piergiorgio Odifreddi.

gConversare di scienzah: così il titolo dellfincontro con Kary Mullis, Premio Nobel per la Chimica 1993 per lfinvenzione della PCR (gpolymerase chain reactionh) ossia greazione a catena della polimerasih, considerata la più importante scoperta scientifica del XX secolo, dopo quella della struttura a doppia elica del DNA. A svolgere il delicato compito di moderatore dellfincontro, svoltosi tra le volte della bellissima Chiesa di S. Agostino di Bergamo Città Alta, e a intrecciare un diretto e serrato dibattito con Kary Mullis è stato il professor Piergiorgio Odifreddi, matematico di calibro internazionale, professore di Logica dallf83 presso lfUniversità degli Studi di Torino, dallf85 presso lfUniversità di Cornell e già presso le Università di Novosibirsk, Melbourne, Pechino e Nanchino, Premio Galileo 1998 per la divulgazione scientifica e, vogliamo ricordare, personalità ben nota pure presso il grande pubblico anche per le sue lezioni sul circuito televisivo dellfUniversità di Nettuno. Un incontro, quello di gConversare di scienzah, nel quale lfesposizione dei vari temi scientifici ha abbracciato anche i grandi quesiti dellfetica e della filosofia della scienza. Niente di meglio, quindi, che un gfaccia a facciah tra due grandi personalità scientifiche (e di grande impatto comunicativo) da sempre estremamente versatili nei vari campi di studi e ricerca: tanto gli interessi di Mullis spaziano, per citarne solo alcuni, da quelli della chimica e della biochimica a quelli della fisica, della cosmologia, della filosofia, della matematica, della teoria della coscienza, tanto gli interessi di Odifreddi vagano dal campo della logica matematica, con particolare riguardo alla teoria della calcolabilità, ai campi dfindagine delle molteplici connessioni tra la matematica e le scienze umane, anche nelle applicazioni più diverse che includono, per esempio, la pittura, la musica, gli scacchi.

Prima ancora, allora, di parlare di PCR, greazione a catena della polimerasih, Kary Mullis e Piergiorgio Odifreddi si sono confrontati su temi che hanno da subito catturato e via via mantenuto altissima lfattenzione del pubblico e hanno riproposto, con effetto quasi palpabile, lfintimo legame esistente tra i molteplici aspetti dellfesistenza umana e le grandi indagini di carattere scientifico. Punto di riferimento privilegiato delle considerazioni che si sono avvicendate durante tale incontro è stato il già citato gBallando nudi nel campo della menteh (1) (titolo originale: gDancing naked in the mind fieldh), il libro-autobiografia di Kary Mullis in cui egli stesso, oltre a descrivere il ragionamento-intuizione che, scaturito nella sua mente durante un viaggio notturno alla sua capanna montana, lfavrebbe di lì a ore portato alla scoperta della PCR, narra anche di vicende alquanto particolari, di esperimenti inusitati (come quello che, sfruttando la proprietà di conduttività della pelle, gli consentì di riuscire ad accendere una lampada a distanza) e di indagini in campi ancora poco esplorati della mente.

Considerazioni forti sono poi quelle che riguardano il rapporto tra il Premio Nobel Mullis e alcune posizioni della scienza medica: considerazioni, come soprattutto quelle che riguardano lfAIDS ma anche altre malattie, ritenute in alcuni casi anche scomode (si leggano per esempio le pagine del libro nelle quali Mullis racconta dellfinvio di un cospicuo assegno speditogli per non farlo intervenire a unfimportante conferenza su gChimica e medicina alle frontiere della scienzah) (2) e che comunque hanno contribuito a innescare un complesso dibattito nella comunità scientifica internazionale in merito alla validità, o meno, dei vari indirizzi terapeutici volti a debellare gravi malattie che attanagliano lfumanità. Ma andiamo con ordine e ripercorriamo i temi proposti dalla manifestazione.

 

I gcredoh scientifici. La percezione sensoriale. Interazioni chimiche e coinvolgimento della coscienza.

La prima parte di "Conversare di scienzah si è rivelata strategica in quanto a capacità dfinnalzare da subito il livello dfattenzione del pubblico ed ha preso avvio da alcune considerazioni di Kary Mullis in ordine ai teoremi della scienza e, come messo in evidenza anche nellfautobiografia dello scienziato, in ordine alle posizioni più gortodosseh della scienza del nostro tempo.

Odifreddi: gCome definirebbe, Mullis, il suo atteggiamento nei confronti di certi assunti della scienza, nei confronti dei gcredoh scientifici?h

Mullis: gCerti assunti scientifici sono non già dei gcredoh (dei gbeliefsh), ma semplicemente dei pezzi di ricerca, dei pezzi di vita. E ogni gcredoh scientifico può essere modificato; ritenere, invece, in anticipo, di non poterlo modificare cè religione.h

Odifreddi: gE cosa intendere dire, Mullis, quando parla di gincompletezza della scienzah?

Mullis: gIntendo dire che dobbiamo tenere separato il processo scientifico da ciò che invece è pratica scientifica e che i risultati scientifici sono temporanei, sono in attesa di ulteriori evidenze.h

Odifreddi: gIn un capitolo del suo libro si sofferma sullfimportanza che, per la conoscenza del mondo esterno, ha lfesperienza diretta che passa attraverso i cinque sensi, lfimportanza delle percezioni.h

Mullis: gSì, i nostri sensi ci permettono di guardare fuori noi stessi e ciò gfa la realtàh. Ma per me la cosa fondamentale è avere informazioni nelle quali so di poter confidare (gto get information I trusth). Nella mia vita ho avuto esperienze che non riesco a spiegarmi, ma non per questo le butto via, non per questo non le considero esperienze.h gMolti di noi convengono che siamo dotati di cinque sensi, cinque piccole finestre che ci permettono di guardare fuori dal grande castello nel quale siamo rinchiusi. Questi cinque sensi ben definiti, più due indefiniti (percezione dellfassenza di peso e percezione del passare del tempo - n.d.a.) costituiscono tutta la percezione sensoriale attualmente nota. Alcune specie hanno altre capacità sensoriali, che a noi paiono straordinarie, perché tendiamo erroneamente a pensare che tutto quanto è reale sia percettibile da almeno uno dei nostri sensi, e che le cose che non possono essere viste siano in qualche modo strane. Il termine che usiamo per definire le strane sensazioni che proviamo di tanto in tanto – e che non possiamo riferire ai nostri cinque canali di comunicazione preferiti – è intuizione. Ma non abbiamo un nome preciso per definire questi sensi rimanenti, che non si sono fatti una bella reputazione a causa dello straordinario successo dei cinque che, invece, un nome ce lfhanno.(c) Forse la cosa più importante che ci hanno insegnato questi cinque sensi, e le regole della matematica che abbiamo creato attraverso di essi, è che non ci possono insegnare tutto.h (3)

Odifreddi: gE quale relazione, Mullis, ritiene vi sia tra la chimica e lfesperienza che facciamo attraverso i sensi?h

Mullis: gFra noi e lfesterno cfè una relazione che produce uno scambio dfinformazioni a livello chimico e che si rapporta anche alla nostra coscienza. Prendiamo per esempio il caso di unfinterazione tra due persone: quando queste due persone semplicemente si avvicinano lfun lfaltra, esse si scambiano informazioni di tipo chimico. Cfè conduttività nella pelle e questo ci fornisce vari tipi di informazioni: per esempio, attraverso la pelle si avverte subito il pericolo, attraverso la pelle si prova una sensazione di paurah.

Odifreddi: gQual è la sua definizione di gcoscienzah, Mullis, lei che da molti anni studia proprio la teoria della coscienza?h

Mullis: gLa coscienza è unfestensione di un gruppo di pensierih.

 

gBisogna avere la mente apertah

Nella sua vasta indagine a tutto tondo dei campi della mente e nel suo approccio senza pregiudizi al mondo dei fenomeni naturali, un posto nella vita di Kary Mullis lo hanno trovato, più volte, anche fatti apparentemente inspiegabili che, però, lo scienziato non si rifiuta di ammettere e non ritiene di dover ebuttare viaf. Dalla possibilità di accendere una lampada a distanza a quella di interventi sul piano astrale (lfautobiografia di Mullis narra con dovizia di particolari gli approdi dei suoi esercizi mentali) e, non per ultima, quella di contatti con strani esseri luminosi, la vita di questo scienziato è costellata di esperienze e vicende certo alquanto inusuali che però egli stesso non ritiene affatto irrilevanti. gSi tratta – spiega il Premio Nobel per la Chimica 1993 – del tipo di evento che la scienza definisce aneddotico, perché si è svolto con modalità che non possono essere riprodotte. Però è accadutoh. (4)

Punto altrettanto interessante delle sue indagini è quello che lo ha portato a formulare, anche per alcuni ambiti ancora tralasciati e ignorati dalla ricerca scientifica, lfidea di una possibile sincronicità tra fatti ancor oggi ritenuti inspiegabili e per i quali, qualora adeguatamente studiati e sottoposti a valutazioni sperimentali, potrebbe comprovarsi uno statuto di scientificità. Uno di questi campi, da molti anni studiato da Kary Mullis, è per esempio quello dellfastrologia e in particolare delle relazioni tra data di nascita e attività professionale, relazioni che da anni lo scienziato americano, anche avvalendosi di sofisticati programmi informatici, sottopone al vaglio delle sue ricerche scientifiche.

Odifreddi: hDa molti anni lei si occupa anche di astrologia: nella parte del suo libro dedicata a questo argomento, lei descrive in particolare le corrispondenze che vi sarebbero tra appartenenza a un dato segno zodiacale e tipo di professione. Corrispondenze statistiche di questo tipo vengono indicate, fra lfaltro, anche da pubblicazioni come gWho is Whoh (gChi è Chih, pubblicazione sui personaggi di successo nei vari ambiti professionali – n.d.a.). Quale relazione dunque vi sarebbe, secondo lei, fra questi due elementi?h

Mullis: gI miei studi che da anni svolgo nel campo dellfastrologia mi confermano che cfè una relazione tra professione e segno zodiacale, ovvero una relazione tra performance e mese di nascita: una relazione che Jung (5) chiamerebbe gconnessioni significativeh. Si tratta di una relazione causale, ma non casuale, e lfassunto è che deve esserci qualche sincronicità. Come spiego nel mio libro, questo collegamento può essere facilmente dimostrato osservando la distribuzione non casuale delle date di nascita tra le diverse professioni. Gli studi che, da tempo, svolgo anche in questo settore mi confermano che certe corrispondenze rilevate nel campo dellfastrologia sono più probabili di quelle della matematica. Dobbiamo quindi fare esperimenti anche in direzioni come queste. Bisogna avere la mente aperta, non essere chiusi rispetto a certi argomenti.h

E i campi dfindagine in cui, come ricordato dallfinventore della PCR, la scienza potrebbe trovare relazioni significative sono davvero molti. gA Palo Alto – ha sottolineato Kary Mullis – cfè unfindustria sperimentale che programma su connessioni casuali quantistiche e stabilisce delle correlazioni fra cose per le quali, prima, si escludeva la possibilità di una relazioneh. Ci sono invece alcuni argomenti sui quali Mullis, nella sua conferenza a BergamoScienza, si è dichiarato decisamente scettico, e alcune nozioni (come quella di infinito) da lui rifiutate. Ma procediamo con ordine.

Odifreddi: gMullis, lei ha letto molti libri di matematica e di filosofia della matematica: anche in base a questo tipo di studi, che idea si è fatto dellfinfinito e della possibilità di misurarlo?h

Mullis: gÈ facile parlare di infinitoc Io rifiuto la nozione di infinito: dal momento che non posso usare numeri così grandi per misurare lfinfinito, non posso dire che è impossibile la misurazione dellfinfinito. Perciò lfinfinito non ha un posto nella scienza, non cfè posto nella scienza per una fede assoluta, per una fede incrollabileh.

Odifreddi: gPer quanto riguarda invece il tempo, dove siamo con la nostra coscienza? Siamo tra passato e futuro come indicherebbero gli studi sulla coscienza?h

Mullis: gGli studi sulla coscienza affermano che è riproducibile lo sfasamento del tempo della coscienza. Cfè unfonda che va dal passato al futuro, e unfonda che proviene dal futuro e va nel passato: queste due onde sfincontrano nella coscienza, nel cervello e lfinterazione di queste due onde, appunto, è misurabile, anche se di per sé lfonda quantistica non è misurabile.h

Le osservazioni di Mullis si sono poi soffermate sulla teoria del big bang, la teoria della ggrande esplosioneh e dellfinizio del tempo. gCi sono molti universi, ci sono diverse prospettive, che vanno in sensi diversi del tempo. Però io preferisco la gteoria dello stato fermoh. Non sappiamo - così ancora Mullis – da dove veniamo, quindi non possiamo spiegare lfUniverso.h (6)

 

PCR, reazione a catena della polimerasi: lfinvenzione di Kary Mullis e il Premio Nobel per la Chimica 1993

gCfè unfunica chiave che apre una porta sola. E io la trovai, allora, con quella scoperta della PCRh. Così, a BergamoScienza, ha esordito Kary Mullis ricordando lfevoluzione della sua scoperta della reazione a catena della polimerasi. gGli ingredienti della scoperta della PCR – ha spiegato lo scienziato – cferano già, e cferano anche le regole per combinare tra loro i vari elementic ciò che io ho fatto è stato capire come combinare questi elementi in modo un pof particolare, in modo da innescare nel processo di polimerizzazione una reazione a catena.h

La PCR è la tecnica che consente di ottenere in provetta e in pochissimo tempo lfamplificazione del DNA tramite la moltiplicazione di un microscopico filamento di materiale genetico. Facciamo qualche passo indietro e cerchiamo dunque di ripercorrere lfevoluzione della scoperta della PCR. In natura, ogni volta che una cellula si divide in due, le molecole del DNA si riproducono: entrano in azione alcuni enzimi cellulari, chiamati gpolimerasih, che effettuano appunto una copia di tutto il DNA contenuto in qualsiasi cromosoma. Lfidea di fondo di Kary Mullis per giungere ad un processo che consentisse di riprodurre in poco tempo del materiale genetico in provetta (senza quindi intervenire su organismi viventi) fu quella di far congiungere un tratto molto breve di DNA sintetico a una porzione più lunga di DNA naturale. Il problema affrontato da Mullis è stato proprio quello di trovare un programma chimico che consentisse di grestringere la ricercah e individuasse la parte in cui le due sequenze combaciano, evitando di amplificare frammenti di DNA poco specifici. Come spiegato dallo stesso Mullis nel suo libro:

gSe con un breve tratto di DNA potevo trovare un migliaio di sequenze su tre miliardi, potevo utilizzare un altro tratto più breve per restringere la ricerca. Questo sarebbe poi andato ad unirsi a un segmento della prima sequenza trovata, avrebbe passato in rassegna il migliaio di possibilità emerse dalla prima ricerca, fino a trovare proprio quello che stavo cercando. Quindi, utilizzando la naturale propensione del DNA a duplicarsi in precise condizioni, ricostruibili in laboratorio, avrei potuto far sì che la parte di DNA collocata tra le sequenze collegate alle due brevi stringhe utilizzate per la ricerca si riproducesse a tutto andare.h (7)

La tecnica della PCR consente di identificare il frammento di DNA ricercato e di replicarlo in vitro in milioni di copie, nel giro di poche ore; è considerata una scoperta scientifica di eccezionale importanza e trova larga applicazione in molteplici campi: da quello della medicina (diagnostica in particolare) a quella medico-legale, da quello della genetica a quello della biotecnologia; grazie alla PCR è anche possibile estrarre il DNA dai fossili. gUna bomba chimicah: questa la definizione dello stesso Mullis, a BergamoScienza, della sua scoperta, fatta nel corso dei suoi studi sulla sintesi degli oligonucleotidi. Una definizione volutamente iperbolica e che però è servita allo scienziato americano (che attualmente è anche Distinguished Researcher al Childrenfs Hospital and Research Institute di Oakland, California) per riproporre ancora una volta, allfattenzione del pubblico e dei media, quelli che da tempo egli considera debbano essere i campi di applicazione privilegiati delle sue scoperte biochimiche: la cura di gravi malattie di cui soffrono moltissime persone. Fra queste ricordiamo le lesioni del midollo spinale e il diabete mellito insulino-dipendente cui, da anni, Mullis sta lavorando non solo nei suoi laboratori, ma anche nella fasi, difficili, di promozione su larga scala dei progetti di cura, a contatto con il complesso mondo degli affari, dei brevetti, del marketing. Ancora per la PCR, questa eccezionale scoperta scientifica che in pochi anni ha rivoluzionato lfapproccio alle conoscenze genetiche e che, nondimeno, da alcune parti continua a suscitare pesanti preoccupazioni per alcuni suoi utilizzi (in particolare per sistemi di controllo in campo militare, per banche dati di schedatura biochimica e simili) le indicazioni di Mullis continuano ad essere chiare: gLa PCR – ha ribadito a BergamoScienza – può essere applicata per curare alcune malattie che, ogni anno, provocano milioni di morti. Fra queste lfinfluenza, che uccide dai 5 ai 10 milioni di persone allfanno. Oggi, per curare queste malattie che invece la PCR può curare, si usa il farmaco, ma il farmaco può avere delle controindicazioni.h

Mullis ha infine ricordato quella che è lfevoluzione più recente delle sue ricerche in campo biochimico: un metodo di attivazione istantanea del sistema immunitario che consente di neutralizzare agenti patogeni e tossine.

 

 

PCR

Polymerase Chain Reaction

(greazione a catena della polimerasih)

 

Il meccanismo di amplificazione del DNA messo a punto da Mullis si basa sulla ripetuta e reciproca estensione di due catene polinucleotidiche iniziali, dette gprimerh, ibridate ai filamenti separati di una particolare sequenza di DNA. Grazie alla PCR si può quindi ottenere in tempi molto brevi un grandissimo numero di molecole di DNA identiche ad uno gstampoh di partenza, cioè identiche al filamento di DNA da copiare.

Il sistema inventato da Kary Mullis ha superato dfun balzo i problemi che ponevano le precedenti metodiche già utilizzate per esaminare il DNA sulla scorta di piccoli campioni di DNA stesso: problemi di lentezza, di indaginosità del procedimento e a volte anche di scarsa attendibilità dei risultati. La PCR, infatti, consente di raddoppiare in ogni ciclo del procedimento le quantità di DNA prodotte nel ciclo precedente: partendo quindi da una sola molecola di DNA, con il primo ciclo si ottengono due molecole di DNA, con il secondo ciclo quattro molecole DNA, e così via in base a un meccanismo di progressione esponenziale del valore del numero iniziale.

 

 

Lfapproccio multidisciplinare di tutti gli appuntamenti di BergamoScienza.

Su tutto, ci sembra, è emersa la volontà di ribadire quanto sia necessario utilizzare il sapere scientifico per indagare a fondo i vari aspetti che riguardano lfesistenza e per verificare la fondatezza di tesi e di gassuntih che, come sottolineato da Mullis, sono da considerarsi non già alla stregua di gbeliefh, cioè come dei gcredoh, ma invece come gpezzi di ricerca, pezzi di vitah. Proprio a partire da queste sue indicazioni e poi ripercorrendo i dibattiti che si sono susseguiti nel corso di tutta la settimana di BergamoScienza, non possiamo non rilevare la tempra altamente dialettica che ha caratterizzato lfintera rassegna di divulgazione scientifica: una rassegna che, anche sui temi più eticamente controversi, in particolare quelli sulla riproduzione assistita, sulla ricerca genetica, sulla terapia cellulare, è stata capace di mettere a confronto posizioni anche molto diverse tra loro e di riunire, nelle varie Tavole rotonde, esperti di diversa formazione accademica e culturale. Da questa volontà e capacità di confrontarsi in modo aperto sui grandi temi della scienza non possiamo non rilevare, quindi, quanto efficacemente sia stato steso, dai promotori e dagli organizzatori, quel sottile filo conduttore che nel corso di tutta la rassegna ha saputo attirare lfattenzione del pubblico sullfimportanza di un approccio multidisciplinare al mondo della scienza, un approccio a gtrecentosessanta gradih. Tutti gli appuntamenti hanno egregiamente soddisfatto lfobbiettivo di riproporre allfattenzione del pubblico lfimportanza di quellfapproccio multidisciplinare e lo hanno soddisfatto non solo tramite conferenze e Tavole rotonde che hanno visto come protagonisti grandi personaggi scientifici di calibro mondiale, ma anche tramite spazi di attività didattica, di mostre-laboratorio, nonché di mostre culturali che hanno messo in risalto lo stretto rapporto tra arte e scienza. Giova allora ricordare, terminando questo nostro resoconto, una rosa particolarmente interessante degli incontri di questa rassegna, incontri già programmaticamente interessanti e – ci piace aggiungere – svolti proprio allfinsegna di quel gBisogna avere la mente apertah enunciato da Kary Mullis allfapertura della manifestazione (8):

œ gLa clonazione fra realtà e fantasiah con, fra i vari relatori, il prof. Edoardo Boncinelli, direttore della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, membro dellfAccademia Europea e dellfOrganizzazione Europea per la Biologia molecolare e autore di vari libri sui meccanismi dellfevoluzione biologica, tra i quali ricordiamo qui: gGenoma: il grande libro dellfuomoh. Così, pure in veste di relatore sullfargomento, il biologo Carlo Alberto Redi: gLa clonazione riproduttiva umana deve ricevere, oggi, un secco no dalla società civile per un semplicissimo motivo: se fosse permessa, a farne le spese sarebbe la salute della donna, punto e basta. Per clonare, è necessario disporre di decine e decine di ovuli e di pseudomadri: chi fornisce gli ovuli? Chi funge da pseudomadre? Le donne degli strati sociali meno protetti! Nel frattempo è necessario far capire ai decisori politici che il no alla clonazione umana non deve comportare restrizioni legislative allfuso della tecnica del trasferimento nucleare di nuclei somaticich

œ gEtica, scienza, fede e diritti dellfuomoh, con il Cardinale Renato Martino, il filosofo Massimo Cacciari (attualmente preside della Facoltà di Filosofia dellfUniversità Vita-Salute di Milano) e Mauro Ceruti, uno dei maggiori protagonisti europei della Filosofia della complessità. Temi centrali di questa Tavola rotonda: la mutata condizione di sviluppi scientifici e tecnologici (biotecnologie, manipolazione genetica, terapie geniche, tecniche di riproduzione, nuovi sistemi di trapianto). Che gimpone di ampliare e trasformare lforizzonte etico e politico del concetto e del principio di responsabilitàh e la necessità di una gridefinizione della nostra concezione dellfidentità umanah.

œ gLfevoluzione vista attraverso i genih, con il prof. Luigi Luca Cavalli-Sforza, genetista di chiara fama cui si deve la scoperta dei meccanismi di ricombinazione genetica dei batteri e autore di corposi studi sulla genetica delle popolazioni umane: studi, è stato sottolineato nella conferenza, determinanti per la conoscenza della distribuzione geografica delle mutazioni genetiche avvenute nel tempo e per spiegare come, nei vari flussi migratori, gli esseri umani si siano scambiati materiale genetico e cultura. gLa quasi totalità delle nostre caratteristiche biologiche è nascosta. Si tratta di caratteri ereditari (il DNA) che non si rivelano allfocchio dellfosservatore. I tratti esterni del corpo, quelli che mostrano maggiore variazione, sono direttamente soggetti allfinfluenza dellfambiente e in particolare del clima. Per quanto riguarda i caratteri nascosti – quelli che contano davvero nel farci essere ciò che siamo – la variazione fra un popolo e un altro è ben poco superiore alla variazione che si riscontra allfinterno di uno stesso popolo. Si può quindi affermare che non vi è base alcuna per parlare di distinzione di razze – e meno ancora in sottospecie – per la specie umanah.

œ gSolo lo stupore conosceh, con lfastrofisico Marco Bersanelli (esperto di cosmologia osservazionale, di misurazione delle microonde cosmiche, delle emissioni delle galassie e del loro assorbimento da parte dellfatmosfera terrestre) e con Raffaele Crovi, noto scrittore, saggista e poeta. Nel corso di questa conferenza sono state offerte testimonianze di alcuni grandi scienziati che hanno documentato come unfaccezione ristretta di gragioneh sia insufficiente a spiegare il fenomeno della conoscenza scientifica: gContrariamente a una percezione largamente diffusa, lfazione del ricercare in campo scientifico richiede motivazioni profonde, energia affettiva e senso estetico, oltre che capacità logiche e deduttive. In particolare la disponibilità a gessere stupitih dai fenomeni naturali, anche da quelli apparentemente scontati, è parte necessaria del movimento della ragione impegnata nella ricercah.

 

(Marina Palmieri)

 

 

Note e riferimenti bibliografici

(1)     "Ballando nudi nel campo della mente" (titolo originale: "Dancing naked in the mind field"), Baldini&Castoldi, Milano 2000, 2003, Baldini Castoldi Dalai editore, Milano 2004. £

(2)     ibidem, cfr. capitolo "Prendetevi le diapositive, io resto a casa". £

(3)     cfr. "Ballando nudi nel campo della mente", Baldini Castoldi Dalai editore, Milano 2004, vd. "Il regno dei sensi", pp.71-75. £

(4)     ibidem, p. 144. £

(5)     Carl Gustav Jung (1875-1961) psichiatra svizzero, fondatore della psicologia analitica. Celebri le sue formulazioni sul nesso tra inconscio del singolo e "inconscio collettivo". Fra le sue opere: Psicologia e alchimia (1944), L'io e l'inconscio (1945), Psicologia del transfert (1946). £

(6)     Su origine ed espansione dell'universo, freccia del tempo e argomenti correlati segnaliamo qui: "Dal Big Bang ai buchi neri" di Stephen W. Hawking, opera di divulgazione scientifica anche per i non specialisti. £

(7)     cfr. "Ballando nudi nel campo della mente", Baldini Castoldi Dalai editore, Milano 2004, cfr. p. 12 e segg., capitolo "L'invenzione della PCR". £

(8)     Documentazione BergamoScienza. £

 

 

 

¡  Rif.:  «"BERGAMOSCIENZA": una coinvolgente rassegna all'insegna della "scienza in presa diretta". L'incontro con Kary Mullis, Premio Nobel per la Chimica 1993, e il confronto aperto sui grandi temi della scienza.» - di Marina Palmieri  £

             Info Pubblicazione: Bollettino Cardiologico, Anno XVII, Numero 128, Novembre/Dicembre 2004 -- pp. 7-11

 

 

 

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