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A TUTELA DELLA NATURA
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Premessa: Perché "a tutela" della natura? Sviluppo teorico e progresso legislativo: come lavorare su alcuni "vuoti" d'interesse? Quali sintonie possibili con la coscienza collettiva? Per un confronto con i lettori/navigatori: ►►► testo della Premessa ►►► |
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■ Pellicce di foca - Febbraio 2006: moratoria italiana all'importazione delle pelli di foca sul territorio nazionale. Contemporaneamente al decreto, predisposto disegno di legge per rendere definitivo il divieto di importazione e commercializzazione di pelli di foca e di tutti i prodotti derivati dalle foche. ▼ Sul web: http://www.infolav.org/lenostrecampagne/altrecampagne/pelliccedifoca/introduzione/index.htm (sito Lav - pg. “Le nostre campagne LAV” > “La caccia alle foche”) ■ comunicato stampa 1.3.2006 / Comune di Roma - Ufficio Diritti Animali - Vicepresidente vicario
del Consiglio, On. Monica Cirinna’ AVIARIA: CIRINNA’, NESSUN CASO
NEL LAZIO, NESSUN ALLARME PER I GATTI “Non è
mai stato rilevato nessun caso di influenza aviaria sia nel territorio del Lazio
che di Roma, né tra i volatili, né in nessun altro animale. A Roma vivono
300.000 gatti: 180.000 nelle case e 120.000 nelle colonie feline. Il virus
dell’influenza aviaria che è stato isolato nel gatto morto in Germania rimane
un caso unico, e l’isolamento del virus è avvenuto nell’analisi del bolo
alimentare presente nello stomaco nel quale si trovavano resti dell’uccello
positivo ingerito dal gatto”. È
quanto afferma Monica Cirinnà, consigliera delegata del sindaco per i
Diritti degli Animali. “La legge regionale 34 del 1997 - precisa Cirinnà - prevede che i gatti delle colonie feline che vivono liberi in città siano sotto la tutela sanitaria del servizio veterinario competente per territorio, cosa che a Roma avviene regolarmente. L’ufficio per i Diritti degli Animali è a disposizione di chiunque abbia bisogno di aiuto e di consigli, ricordando che il miglior amico del vostro gatto resta sempre il veterinario di fiducia”. “Nel nostro Paese - conclude Cirinnà - le possibilità di contagio per un gatto sono ancora più remote poiché non esistono importanti aree umide, quindi potenzialmente frequentate da uccelli vettori del virus influenzale, all’interno di aree abitate come succede invece nei paesi a nord delle Alpi. La possibilità che un uccello acquatico morto per questa malattia venga mangiato da un gatto è estremamente remota e impossibile sul territorio del Comune di Roma”. Appelli,
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